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PANTANI NOVE COLLI 2010 : Partecipazione della ASD BICICLOPE APRICENA.

12.09.2013 11:24

Nel mito di PANTANI...Nove Colli 2010

Ore 4,00: suona la sveglia…fuori in strada non è ancora sorto il sole. Si stropicciano gli occhi cercano di allontanare gli ultimi richiami di Morfeo ..comincia il rito della vestizione come soldati romani prima di una grande battaglia, ognuno esorcizza le proprie paure…si scherza ..colazione ..si scendono le bici..si va in griglia di partenza.Sono le 5.30, è l’alba del 23 maggio, Cesenatico. Nove Colli!La Nove Colli nasce negli anni 70 grazie a 16 amatori che decisero, proprio all’alba di una domenica di fine maggio di tracciar un percorso lungo le strade (e direi anche, sopra i colli) della romagna. A distanza di anni le stesse strade videro gli allenamenti di Marco Pantani e sempre più gente tanto da creare un vero e proprio mito per gli amanti delle due ruote. Quella del 2010 è una edizione particolare, quella del quarantesimo compleanno della manifestazione: quale migliore occasione per la neonata associazione ciclistica apricenese ASD BICICLOPE APRICENA per parteciparvi, sfida ambiziosa considerando il chilometraggio, il dislivello da compiere pari alle migliori tappe dolomitiche del Giro d’Italia ma soprattutto perché per tale gara giungono  richieste di iscrizione da tutta Europa, e per questioni di sicurezza l’organizzazione chiude le iscrizioni a quota 13mila anche se le richieste sono di gran lunga superiori a tale numero.
Inoltre, quest’anno Cesenatico ha ospitato una tappa del Giro, che ha percorso circa 50 dei 200km della 9 Colli, quindi una festa nella festa e la gente è in forte trepidazione per l’evento.
Con il pettorale numero 7651 Michele Caroppi è ansioso in griglia, insieme ai suoi amici Renzo Pettinicchio, Massimo Colucci, Salvatore Costantino e Paolo Valente della Ciclistica Dauna (quando una passione fa nascere delle sane e belle collaborazioni), ma in griglia si sdrammatizza, facendo battute sul percorso e commenti su quanti sono rimasti a casa e magari staranno ancora dormendo, il ciclista è sempre un po’ guascone.
La partenza ufficiale è alle 6,00, e i tredicimila atleti al via sono disposti in ordine in griglie precostituite in modo da evitare confusione, nulla è lasciato al caso, quindi in ordine partono le griglie, quella dei nostri protagonisti partirà dopo circa 50’ dai primi, ma il timing con microchip permette a tutti di avere una partenza virtuale simultanea al km 0.
Dopo le prime pedalate, la tensione è già sciolta e si va via veloci, la strada è lunga, bisogna dosare le energie , anche mentali, ma la sicurezza che si percepisce durante gli attraversamenti cittadini fanno percepire che si sta partecipando ad una gara diversa.
Il sole comincia ad alzarsi in cielo ed i chilometri aumentano come la gente lungo il percorso, sempre crescente di numero..e di calore!.Il pubblico è il vero protagonista, ognuno vive la nove colli a modo suo…chi applaude, chi sorride…chi incita ..chi solamente con lo sguardo sembra quasi partecipare alla sofferenza del ciclista ..percepisce l’autenticità del gesto sportivo.. il valore del sudore come risultato di impegno e tenacia che unisce il professionista al ciclista della domenica, ecco il vero valore del ciclismo che lo avvicina tanto alla gente! Lungo il percorso non mancano i ristori, vere e proprie sagre di paese, dove si trova di tutto, ma davvero di tutto.. dalle piadine agli integratori ..da non crederci!.

Il Barbotto (che detto così sembrerebbe uno dei sette nani) il colle storico della manifestazione, l’ultimo km spaventa anche i più preparati con pendenze che superano il 18%, ma la voce dello speaker ed una folla festante ai bordi del strada.. rende tutto come una passerella celebrativa.. si trovano energie insperate..ma il Barbotto è solo il 4° dei nove colli..altri 100km mancano all’impresa!
Nelle ascese la gente pondera sempre di le energie, ognuno è consapevole di correre contro se stesso verso un successo unico..ogni pedalata avvicina sempre a Cesenatico, le salite sono solo dettagli, non si contano .. tasselli di un mosaico…di un bellissimo mosaico chiamato NOVE COLLI!. Si arriva all’ultimo colle..il Gorolo e forse molti cercano rapporti rendendosi conto che sono già finiti..quando si è in cima superando il suo ultimo km al 17% (praticamente un nuovo Barbotto solamente con 180km nelle gambe) nulla più può fermare i ciclisti verso il traguardo.. e non sembrano che siano passate tante ore..e tanta tanta salita..
Gli ultimi 25 km per l’atleta apricenese sono una cavalcata trionfante e corrono via in un niente..cambi regolari..andatura sostenuta all’interno del suo gruppetto di 50 elementi, amanti dello sport con lui che vedono nell’avvicinarsi del traguardo il compimento di un’impresa per loro solo sperata fino a qualche ora prima..il grattacielo di Cesenatico ora è sempre più vicino..rotonde..cavalcavia..rilanci di andatura.. si trova anche il tempo per salutare tutti gli amici di avventura e poi..la flamme rouge (ultimo chilometro)..come nei migliori arrivi per velocisti si aumenta l’andatura…ultima curva a sinistra…rettilineo finale.. è volata!!. Sui pedali per scaricare le ultime energie moltiplicate dagli applausi della gente festante ai bordi..doppia linea bianca..si taglia il traguardo..impresa compiuta!.
L’impeto finale dopo tanti chilometri, il giocarsi la volata anche se per l’ultimo posto è offrire al pubblico un degno spettacolo, per ringraziarli della pazienza, del calore, dei loro applausi ma anche, diciamoci la verità per puro spirito agonistico, sentirsi una volta come i professionisti ed assaporare il gusto di tagliare il traguardo prima degli altri, magari con un bel colpo di reni al fotofinish..per dimostrare a se stessi prima che agli altri che nulla è impossibile se ci si crede fino in fondo!!
Nella volata Michele termina 4° conquistando in poco più di 8 ore (compresi i ristori) il 1400° piazzamento  percorrendo i 205km di gara e scalando i nove colli della manifestazione, ma più che il risultato agonistico è importante sottolineare l’importanza della partecipazione e dello spirito sportivo, il competere prima con se stessi, prefiggendosi un obbiettivo e poi lo stringere i denti per raggiungerlo, soffrendo, cercando collaborazione negli atleti vicini ma poi venendo ricompensati dai paesaggi e dall’emozione di poter dire IO C’ERO..e CE L’HO FATTA!!

f.to
Michele Caroppi